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Intervista a Massimiliano Spini

Lifestyle - 10 Febbraio 2021

Intervista a Massimiliano Spini

by Barber Mind

Intervista a Massimiliano Spini

Coach e Ultrarunner.

 

Qualche settimana fa vi abbiamo parlato del running, più precisamente della corsa invernale, e vi abbiamo dato 5 consigli per cominciare -o riprendere- a correre. Un amico di Barber Mind, Massimiliano Spini, ha letto il nostro articolo, e ha deciso di regalarci un prezioso approfondimento.

Prima di cominciare vi presentiamo Massimiliano.

Massimiliano è un coach di altissimo profilo, coordinatore didattico e mentore della Extraordinary Coaching School di Claudio Belotti, nonché appassionato praticante di ultrarunning e ultra trail running (corsa che si pratica per lunghe distanze sui sentieri di montagna). In ambito sportivo lavora con moltissime tipologie di atleti, offrendo loro la sua grande esperienza di coach e di sportivo.

Lo abbiamo intervistato per rubargli un po' di segreti, il risultato è un’intervista utilissima per tutti coloro che vogliano avvicinarsi alla corsa, ma anche per tutti gli scettici.

 

1. Come preparare il fisico alla corsa? Quali sono le attività propedeutiche al running per evitare infortuni e correre con piacere?

La corsa è l’attività fisica per eccellenza, noi esseri umani siamo nati per muoverci, siamo nati per correre. È piuttosto noto il trattato sulle proporzioni dell’anatomia umana di Policleto. Nella sua opera, lo scultore greco, dimostra che le gambe rappresentano l’esatta metà dell’altezza dell’individuo. In pratica metà del nostro corpo è rappresentata dalle gambe.

Tutto ciò per dire che una persona in salute non ha bisogno di prepararsi per iniziare a correre, la corsa è nella nostra natura. Diversamente, in caso di patologie o situazioni particolari, è sempre consigliabile sentire il parere del proprio medico. Quando si corre è sempre comunque consigliabile affiancare altri tipi di allenamento, ad esempio almeno un giorno alla settimana andrebbe dedicato al potenziamento della struttura muscolare. Più corriamo, più diventiamo resistenti, il nostro motore diventa più potente e se non rinforziamo il resto del corpo rischiamo uno squilibrio tra motore e telaio. È come se mettessimo il motore di una Lamborghini Aventador su un’utilitaria, la struttura non potrebbe reggere un’accelerazione anche minima! Lo stesso vale per noi: rinforzare le gambe e il cosiddetto “core” (in pratica l’addome) è utile per ridurre il rischio di farsi male.

 

2. Come trovare la propria motivazione per correre? Come mantenerla nel tempo?

Questa è una bellissima domanda, il tema della motivazione è uno di quelli che, da Coach, tratto spesso con i miei Clienti. Ci sarebbe molto da dire, un consiglio potrebbe essere quello di legare la corsa a qualcosa di importante per noi. Faccio un esempio che ci aiuta a capire meglio cosa intendo. Prendiamo una situazione tipica: sono leggermente in sovrappeso e voglio rimettermi in forma. La prima cosa da fare è chiedermi il “perché” voglio rimettermi in forma, la seconda cosa da fare è dare una risposta che mi emozioni.

Se inizio a correre per rimettermi in forma avrò una motivazione debole ed è probabile che al primo giorno di pioggia preferirò il divano alle scarpette. Se inizio a correre perché voglio essere in forma e poter così giocare a pallone insieme a mio figlio sulla spiaggia al mare l’estate prossima invece di dirgli sempre di no, avrò sicuramente una motivazione più forte che persisterà nel tempo.

Un altro bel modo per motivarsi è iscriversi a una gara. Hai appena iniziato a correre? Benissimo, iscriviti alla tua prima 5 chilometri. Non avrai mire di vittoria o di record mondiali, ma avere un obiettivo ben definito ti aiuterà a trovare la disciplina necessaria ad allenarti con costanza.

Ed ecco introdotto un argomento chiave: la disciplina. Qualsiasi motivazione, anche la più forte, prima o poi cala, magari poi risale, ma non è stabile, non possiamo contare si di essa. Ecco quindi che ci serve anche la disciplina. Un concetto molto importante in questo senso è la differenza tra attività fisica e sport. Fare attività fisica significa muovere il proprio corpo. Fare sport significa definire una serie di regole che ci impegniamo a rispettare. Vuoi mantenere alto il livello di motivazione e costruire la tua disciplina? Smettila di fare attività fisica e inizia a praticare uno sport. Definisci le tue regole e poi impegnati per rispettarle, in questo modo raggiungerai il tuo risultato, qualunque esso sia.

 

3. Come scegliere l’attrezzatura giusta per la corsa? Come affrontare l’inverno all’aperto? Qual è l’abbigliamento indispensabile per un runner?

Affrontare la corsa in inverno è più semplice di quanto possa sembrare. Ricordiamoci che se teniamo al caldo mani, orecchie e collo siamo già a buon punto. Ci servono quindi un paio di guanti, un buff da usare come scaldacollo e un altro buff per tenere le orecchie al coperto. Sicuramente vale la pena investire in capi termici che permettano di stare al caldo e all’asciutto. Per quanto mi riguarda un altro investimento da fare è una buona giacca antipioggia, come si dice nel nord Europa, infatti, non esiste brutto tempo, ma solo vestiti sbagliati.

Il consiglio da ricordare sempre è questo: quando corriamo la nostra temperatura si alza, questo significa che quando usciamo per iniziare a correre dobbiamo sentire un po’ di freddo. Se usciamo per la nostra corsa e senza nemmeno iniziare stiamo bene dal punto di vista della temperatura significa che ci siamo vestiti troppo, e che, correndo, ci scalderemo ancora di più, suderemo e rischieremo un bel raffreddore. Quindi, quando esci per la tua corsa invernale, vestiti in modo da avvertire un po’ di freddo al momento della partenza.

Da ricordare anche quanto siamo “viziati”. Siamo abituati troppo bene: riscaldamento in inverno, aria condizionata in estate, viviamo costantemente alla temperatura perfetta. Usciamo, prendiamoci un po’ di freddo, alziamo la nostra soglia di tolleranza. Non può farci che bene!

 

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4. Arriviamo al tema scottante: le scarpe. Come sceglierle? Ha senso investire su di esse?

Il dibattito sulle scarpe da running è all’ordine del giorno. Se stiamo parlando di iniziare a correre io suggerisco di comprare un bel paio di scarpe da running comode di un numero in più (basta indossarle e assicurarsi che tra la scarpa e il tallone ci passi un dito). Poi se le performance aumentano e le corse crescono in durata e distanza si potrà eventualmente andare su qualcosa di specifico magari con l’aiuto di un esperto che ci supporti nella scelta.

Io sono un ultrarunner, faccio le ultramaratone in montagna, parliamo quindi di distanze che arrivano a superare i 120 / 140 chilometri, con migliaia e migliaia di metri di dislivello. Il mio processo di acquisto delle scarpe è semplicissimo: scelgo una marca che mi ispira e mi da fiducia, mi informo sul modello più adatto a me (cioè progettato per le lunghe distanze), dopodiché le acquisto e le testo sul campo. Se mi trovo bene comprerò e userò quelle fino a che il produttore le metterà fuori produzione per il nuovo modello (cosa che purtroppo accade più spesso di quanto si possa credere).

Per come la vedo io quando abbiamo trovato la scarpa giusta conviene acquistare sempre quel modello. Invece di puntare al nuovo colore trendy, al nuovo materiale, alla nuova scarpa di tendenza, scegli la scarpa che già conosci e che sai già essere giusta per te.

Molto importante è cambiare le scarpe quando la loro struttura è compromessa. Non è semplice dire con certezza quando le scarpe vanno cambiate: dipende dal nostro stile di corsa, dalle distanze che percorriamo, dal terreno sul quale ci alleniamo, da quanto pesiamo... Impariamo ad essere sensibili e a capire quando cambiare le scarpe, se prestiamo attenzione a ciò ridurremo il rischio di farci male (i runner che si infortunano a causa delle scarpe malmesse sono molti di più di quanto potremmo pensare).

 

5. Come impostare un piano di allenamento e adattarlo alle proprie esigenze?

Anche questo è un tema ampiamente discusso. Ci sono un’infinità di tabelle di allenamento in rete, un sacco di approcci alla corsa, pareri che dicono tutto e il contrario di tutto. Come già detto, una persona in salute che vuole iniziare a correre può benissimo approcciarsi a un piano per principianti che, appunto, si può trovare in Internet. Se invece siamo a un buon livello e vogliamo migliorare suggerisco di affidarsi a un preparatore.

Io ho corso per anni a istinto, poi ho deciso di entrare nel mondo delle ultra-distanze e le mie sessioni di running hanno iniziato a crescere. Più aumentavo durata, distanza e intensità delle mie corse, più la mia situazione fisica (e di conseguenza quella emotiva) peggiorava. Mi facevo spesso male, nulla di grave, ma subivo continuamente piccoli infortuni che mi impedivano di correre e divertirmi. Decisi allora di affidarmi a un preparatore che mi ha sommerso di domande di ogni tipo e ha analizzato i video che ho registrato per lui. Tutto questo lavoro di approfondimento e lo scambio di feedback continuo mi hanno permesso di avere piani di allenamento personalizzati. Da allora non mi sono più fatto male, tranne una volta che non ho dato ascolto al mio preparatore e non ho riposato abbastanza dopo una gara...

Consiglio il supporto di un esperto anche in caso di patologie o casi particolari (ad esempio un forte sovrappeso).

 

6. Come divertirsi durante la corsa?

Bella domanda! Ci sono tanti modi: possiamo ascoltare la nostra musica preferita oppure approfittarne per imparare e crescere ascoltando audiolibri (ce ne sono tantissimi e per ogni ambito). Sicuramente la varietà negli allenamenti contribuisce a tenere lontana la noia, ecco quindi che cambiare i percorsi sui quali corriamo è estremamente utile, ma non solo: cambiare anche velocità, cambiare la tipologia di allenamento (oggi corsa lenta, domani ripetute, fra 3 giorni il lungo, la settimana prossima vado a correre in campagna...).

Magari per te potrebbe essere divertente correre in compagnia. Far parte di un gruppo potrebbe inoltre aiutare a mantenere la motivazione, quando non ho voglia di correre ci sarà qualcuno che mi spronerà a indossare le scarpette e a tornare nella mischia!

Anche per il divertimento, come per la motivazione, iscriversi a una gara è molto utile. Trovarsi in mezzo a tanti appassionati e correre insieme lungo il percorso della competizione è una bellissima esperienza che consiglio a tutti.

Da ultrarunner quale sono suggerisco, per quanto possibile, di correre nella natura. La corsa sui sentieri di montagna diventa un’esperienza personale che va ben oltre la semplice attività fisica. Diventa un viaggio dentro sé stessi e un ritorno alla connessione con la Natura. Un avvertimento: una volta provata questa esperienza vorrai ripeterla a tutti i costi!

 

Ringraziamo ancora Massimiliano Spini per questa preziosa intervista, seguitelo anche su Instagram e Facebook!