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Skaetare è un gioco da ragazze

Lifestyle - 29 Maggio 2019

Skaetare è un gioco da ragazze

by Barber Mind

Skaetare è un gioco da ragazze

La cultura street si tinge di rosa e sbarca alle olimpiadi

Erano gli anni ’60 quando il surf usciva dall’acqua e si metteva le ruote per trasformarsi in uno skateboard. Già, è così che nasce lo skate. I ragazzi volevano surfare anche fuori dall’oceano, e pensarono bene di montare le ruote sotto le tavole da surf. Un’idea a dir poco geniale. Sì perché in poco tempo lo skate divenne un vero e proprio culto per migliaia di ragazzi negli States. Si riunivano in gruppi, dalle periferie al centro delle grandi città, e trasformavano i grigi spazi urbani in vere e proprie palestre di sogni. La stessa musica, la stessa voglia di distinguersi, la stessa grande energia li tenevano uniti.

Negli anni successivi il fenomeno invase anche l’Europa. A Genova i ragazzi si lanciavano in corse folli giù dalle lunghe discese della città, tanto da costringere il governo a modificare il codice della strada e vietare la circolazione degli skateboard. Per tanti giovani ragazzi il cemento era diventato fresco e travolgente come un’onda dell’oceano. Skaetare li faceva sentire liberi di esprimersi, liberi di dire ad ogni passante: “Questa è la mia città”.

E le ragazze? Beh a dire il vero, fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile vederle cavalcare uno skateboard. Per molto tempo infatti, questa cultura è appartenuta quasi esclusivamente al mondo maschile. Ma le cose cambiano. Provate oggi a fare un giro nello skate park di Parco Lambro, oppure in Stazione Centrale a Milano e ve ne accorgerete.

Oggi skaetare è un gioco da ragazze, e sono sempre di più le giovanissime che si avvicinano a questo mondo. Grazie a loro la cultura dello skateboard sta diventando davvero universale, tanto da approdare per la prima volta alle olimpiadi. Proprio così: nel 2020 a Tokyo, skaters da ogni parte del mondo si affronteranno a colpi di tricks, volteggiando tra le rampe olimpioniche.  A proposito di ragazze. Tenete d’occhio Sky Brown, la giovanissima di Miyazaki, promessa dello skateboarding mondiale. Lei alle olimpiadi ci sarà, insieme a tantissime altre ragazze, tutte pronte con le loro tavole sotto il braccio.  Dalle periferie di Los Angeles e San Diego degli anni ’60, ai perfetti skate park olimpionici di Tokyo 2020. In pochi avrebbero scommesso che lo skate sarebbe arrivato fin qui, e forse nessuno avrebbe puntato sulle ragazze.

Beh, oggi sappiamo che sarebbe stato un grande errore non farlo.