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Pandemia e riaperture

News - 21 Aprile 2021

Pandemia e riaperture

by Barber Mind

Pandemia e riaperture.

Facciamo il punto!  

 

 

Nell’articolo del 29 aprile dell’anno scorso abbiamo chiesto il vostro supporto, il sostegno di tutta la community Barber Mind. All’epoca la decisione del governo era di permettere alle barbierie di riaprire soltanto dall’1 giugno, e Hiro aveva scatenato un’accesa discussione con una provocazione finita perfino su Il Messaggero: 

SE NON CI PERMETTERETE DI RIAPRIRE IN SICUREZZA, IO STESSO MI ATTREZZERÒ PER SVOLGERE IL MIO LAVORO IN CASA. TAGLIERÒ GRATUITAMENTE I CAPELLI AI MIEI CLIENTI IN CASA MIA.

Una provocazione serve proprio a far discutere di un tema, e quella di Hiro ci era riuscita in pieno, ma ciò che vogliamo sottolineare oggi, mentre la pandemia ancora non accenna a placarsi -ci sono ancora 400 morti in media al giorno-, è che con quell’articolo chiedevamo regole, norme precise per riaprire in sicurezza.

A distanza di un anno da quell’articolo siamo ancora convinti che i limiti organizzativi siano evidenti, in moltissimi settori, non solo in ambito commerciale.

La difficile situazione degli studenti, ad esempio, che chiedono ormai da diversi mesi a gran voce di poter tornare tra i banchi di scuola in sicurezza.

Il 27 gennaio 2021 abbiamo dedicato loro un nostro articolo, perché di lì a poco sarebbero potuti tornare a scuola. Poi le cose sono andate diversamente.

Ora siamo tutti in attesa del nuovo provvedimento del governo: tornano le zone gialle, riaprono le scuole, bar e ristoranti saranno aperti a pranzo e a cena, riaprono anche cinema e teatri, e il coprifuoco sarà forse prolungato di un’ora.

Cambiamenti molto importanti, che dipenderanno chiaramente dal colore di ogni regione.

Insomma: il tentativo è quello di provare a guardare in fondo al tunnel, e allentare lentamente la tensione. Il malcontento è diffuso, e siamo tutti appesantiti dalla presenza del coprifuoco e da tutte le altre limitazioni. Ma diciamo la verità: il lockdown non è più sentito come l’anno scorso, e anche il numero delle vittime del covid non ci fa più così tanta paura.

Qualcosa è cambiato nella nostra percezione, e al di là della capacità di chi ci governa di stabilire regole precise per riaprire in sicurezza le diverse attività, rimane il fatto che anche noi abbiamo delle responsabilità. Ecco perché l’anno scorso non chiedevamo semplicemente di riaprire, ma di stabilire regole precise per poterlo fare in sicurezza.

Siamo convinti infatti che la differenza sia tutta qui: è da irresponsabili chiedere di riaprire senza considerare quanto la pandemia sia ancora grave; occorre invece trovare soluzioni intelligenti per riuscire a gestire i contagi, provando a riprende in mano la nostra quotidianità senza fare male agli altri. La responsabilità è anche nostra, e i nostri comportamenti fanno la differenza.

Il colore della nostra regione dipende anche da noi, stiamo facendo davvero di tutto per limitare la diffusione del virus?

Noi lavoriamo in un settore molto colpito dalla pandemia, e a distanza di un anno dalle parole di Hiro, chiediamo ancora la stessa cosa: permetteteci di svolgere in sicurezza il nostro lavoro, fornendoci le corrette linee guida per poterlo fare.